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martedì 20 settembre 2011

CCC - Cottage Chocolate Cheesecake

English version here.

La foto

Cottage chocolate cheesecake

Dati EXIF: f/4.0, esposizione 1/50 secondi, ISO 200, distanza focale 50 mm

La storiella

Devo dire che in questo periodo mi sto divertendo un casino. Il lavoro va benone (certe mattine posso dire di svegliarmi dicendo: "sono proprio contento di andare al lavoro", lo so sapete che non sono una persona normale, ma l'ultimo progetto mi ha preso bene... ;-)), ogni sera riesco a correre almeno 10 km senza infortunarmi, nel fine settimana la mia amata cooking session del sabato pomeriggio, la sera festa, domenica mattina gara di corsa e poi grigliata a mezzogiorno con gli amici!! Che posso chiedere di più? Il tempo (piove un po' troppo ultimamente) e tempo per fare fotografie di food e scrivere il mio post settimanale. Ok, posso sopravvivere lo stesso... ;-)

Per la grigliata a pranzo di domenica scorsa avevo pensato di preparare una cheesecake al cioccolato, su richiesta delle rappresentanti di genere femminile, che sembrano proprio essere cioccolato-dipendenti... Così venerdì sera, tornando a casa dal lavoro, mi sono fermato al supermercato a comprare gli ingredienti per la tortazza, ma siccome sono un taccagno (e salutista) di prima categoria ho comprato il cottage cheese (i fiocchi di latte, la Jocca, tanto per capirsi....), anzichè il Philadelphia (da Coles non hanno il cream cheese della marca base-economica come da Woolworths...).

Il risultato? Una cheesecake semi-salata-grumosa... (li vedete i puntini bianchi!?). Ho deciso di non offrire agli amici tale capolavoro, così ho optato per la solita cioccolato e pere che non tradisce mai! Sono fortunato qui in Australia, tutti sembrano apprezzare i "classici". Ma forse sono solo educati... ;-). Vabbè che sono un sostenitore del principio KISS, ma certe volte sono quasi imbarazzato quando mi fanno i complimenti per certi piatti veramente semplici e banali...

L'unica cosa buona di questa pseudo-ricetta è che ho trovato (forse) una buona base alternativa per la cheesecake, diversa dalla classica biscotti tritati+burro fuso. Il sottoscritto salutista non usa i biscotti commerciali fatti con margarina e grassi idrogenati... Ho usato una base preparata con una sana base di farina+zucchero+uova+burro. Ok, l'inconveniente è che ho usato la farina autolievitante invece di quella normale, ottenendo una base alta 1 cm prima di versarvi il ripieno sopra!

Cottage chocolate cheesecake

Dati EXIF: f/4.0, esposizione 1/40 secondi, ISO 200, distanza focale 50 mm

La ricetta

Per una tortiera a cerniera di 23 cm di diametro.

Ingredienti

Per la base

  • Uova: 2 (90 g)
  • Farina 00: 100 g (Ho usato quella auto-lievitante, ma voi usate quella normale)
  • Burro: 50 g
  • Pizzico di sale

Per il ripieno:

  • Cottage cheese (fiocchi di latte, Jocca, a temperatura ambiente: 600 g (dovreste usare cream cheese, tipo Philadelphia o ricotta)
  • Succo di limone: 20 g (meglio buccia grattugiata mi sa)
  • Vaniglia: 5 g
  • Cioccolato fondente: 170 g (ho preso una confezione dal 200 g ma 30 g me li sono pappati a cena)
  • Zucchero: 125 g
  • Uova: 4 (224 g)
  • Panna acida: 300 g (potete farla la sera prima con della panna a cui aggiungete un paio di cucchiai di succo di limone, mi pare)

Preparazione

  1. Imburrare ed infarinare la tortiera - ho usato la carta forno
  2. Preriscaldare il forno a 160°, (140° se ventilato)
  3. Per la base, amalgamare gli ingredienti, versare la pastella sul fondo della tortiera ed infornare per 10 minuti
  4. In una ciotola capiente, usando una frusta, amalgamare il formaggio cremoso, succo di limone e vaniglia - potete mescolare quanto volete, voglio vedere se riuscite a sciogliere i grumi dei fiocchi di latte!
  5. Incorporare lo zucchero
  6. Incorporare un'uovo alla volta
  7. Incorporare la panna acida
  8. Estrarre la tortiera dal forno, versarvi il ripieno e infornare per circa un'ora e 20 minuti - non so quale si il tempo esatto, credo si aggiri tra 1 ora e 1 ora e mezza
  9. Spegnere il forno e lasciare raffredare completamente la torta per un paio di ore. È importante non tirarla fuori dal forno, altrimenti si abbassa e "crepa".
  10. Raffreddare la torta in frigorifero per un altro paio di ore - per questo la preparo il giorno prima
  11. Buon appetito! In realtà non molto, ma se qualcuno prova questa ricetta mi faccia sapere se questa ricetta è da buttare o se è commestibile!! ;-)

Dati nutrizionali

Calorie totali3800 kcal
Peso finale1400 g
Calorie per 100 g270 kcal
N. porzioni12
Peso porzione117 g
Calorie porzione317 kcal
Carboidrati42%
Proteine14%
Grassi44%

L'angolo della cultura

Riferimenti:

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The photo

Cottage chocolate cheesecake

EXIF data: f/4.0, shutter speed 1/40 seconds, ISO 200, focal lenght 50 mm

The little story

I should say that in this period I had a lot of fun. Work is good (some morning I could say that I'm happy to go to work, yes you know I'm not a normal person... ;-)), every evening I can run at least 10 km with no injuries, on the weekend my lovely Saturday afternoon cooking session, party at evening, running race on Sunday morning and bbq at lunch! What could I ask more? Better weather and more time for taking food photographs and writing my weekly blog post. Ok, I can survive the same... ;-)

For last Sunday lunch bbq I planned to bake a chocolate cheesecake, since a lot of female representative seems to be dependent from this strange kind of food. So on Friday evening on coming back from work I bought ingredients for baking a chocolate cheesecake, but since I'm a first category mean I bought cottage cheese instead of the expensive Philadelphia cream cheese because I didn't find the cheap brand of cream cheese.

The result? A salty-full-of-lumps filling (could you see the black points?!). I prefered not to offer this kind of experiment to my friends, so I baked an always-successful chocolate and pear cake! Here in Australia I'm lucky all the people appreciate a dish even if it's very classic and simple. Or maybe they're very polite... ;-)

The good thing about this cake is that I almost found an alternative way for the cheesecake's base. I don't want to use that commercial-fat-hydrogenated bisquits for the base... I prepared an healty flour+eggs+butter+sugar batter that I baked for 5 minutes before put on the filling. Ok, the last inconvenient was that I used self-raising flour, so the base was 1 cm thick before put the filling on top! :D

Cottage chocolate cheesecake

EXIF data: f/4.0, shutter speed 1/50 seconds, ISO 200, focal lenght 50 mm

The recipe

For a 24 cm loose-based round cake tin.

Ingredients

For the base:

  • Eggs: 2 (90 g)
  • Flour: 100 g (I used self-rising flour, but you should use the normal one)
  • Butter: 50 g
  • Pinch of salt

For the filling

  • Cottage cheese (at room temperature): 600 g (you should use cream cheese, like Philadelphia)
  • Lemon juice: 20 g
  • Vanilla imitation: 5 g
  • Dark chocolate: 170 g
  • Sugar: 125 g
  • Eggs: 4 (224 g)
  • Sour cream: 300 g

Method

  1. Grease and line the cake tin - I used greaseproof paper
  2. Preheat the oven to 160°, (140 ° fan)
  3. For the base, combine all the ingredients, pour on the bottom of the cake tin and bake for 10 minutes
  4. In a large bowl, beat cottage (cream) cheese, lemon juice and vanilla with a whisk - You can for ages, cottage cream's lumps won't disappear... :D
  5. Add the sugar and whisk until combined
  6. Whisk in one egg at time until incorporated
  7. Stir in sour cream
  8. Take the cake tin from the oven, fill with filling and bake for about 1 hour and 20 minutes - I don't know which is the right baking time but it should be between 1 hour and 1 hour and half
  9. Switch off the oven and let the cake in the oven for until completely cooled. It's very important, otherwise the cake will collapse and crack.
  10. Cool in the refrigerator for a couple of time.
  11. Enjoy! Not really, it's not a very tasty cake if you use cottage cheese, but I'd like you to try and let me know if you like it!! ;-)

Nutritional facts

Total calories3800 kcal
Final weight1400 g
Calories 100 g270 kcal
N. portions12
Weight per portion117 g
Calories per portion315 kcal
Carbohydrate42%
Proteins14%
Fat44%

The culture corner

References:

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lunedì 27 dicembre 2010

Sul Natale in Australia e italiani all'estero...

Sous chefs

La storiella

Oggi solo storiella, così scrivo un po' di come ho trascorso il primo Natale in terra Australiana. In ostello hanno organizzato tre giorni denominati "Xtremas", tanto per capirsi: il 24 cena e alcool illimitati, la mattina dopo sveglia, colazione a base di uova pancetta e champagne, gita a Rottnest Island, barbeque, ritorno, re-no-limit-alcool e cena a base di quello che è avanzato la sera prima.

Xtremas

Ovviamente come potevo non propormi come sous chef (eh si tiriamocela! ;-)) per la preparazione della mega cena per 112 persone!

Noi 4 aiutanti abbiamo seguito le direttive dello chef Robin, un simpaticissimo canadese che lavora qui in un ristorante a Freo. In teoria ci si doveva trovare alle 10 in cucina, ma Robin si era svegliato con un bel hangover della sera prima e prima delle 14 non abbiamo iniziato, visto che in quel momento si era messo ad organizzare il menù con pc, taccuino e supervisione delle provviste disponibili...

Robin

Alle 14 ci siamo piazzati nella cucina del ristorante sotto l'ostello e dotati dei personali affilatissimi coltelli giapponesi di Robin, abbiamo iniziato a "choppare" e cucinare patate, cavolfiori, zucche, broccoli, carote, olive, feta, cetrioli e funghi.

Knives

Il menù finale:

  • Pollo arrosto
  • Arrosto di vitello
  • Roasted ham with cloves (prosciutto arrosto con chiodi di garofano e miele)
  • Mashed potatoes (simil purè di patate)
  • Zucca, carote in teglia
  • Potato salad (patate cucinate intere con la buccia in teglia con un filo d'olio, poi tagliate a pezzi e mescolate con maionese ed erbe fresche
  • Insalate miste a base di: lattuga, pomodori secchi sott'olio, cavolfiori e broccoli bolliti, feta, olive
  • Per condire la carne due salse DIVINE: la prima generata da un soffritto all'italiana con cipolla, carote e sedano + brodo di pollo + funghi; la seconda con patate e non so che altro (cream?!) visto che non ho seguito lo chef passo passo ;-)
  • Sul tavolo del buffet: pan carrè, ketchup, salsa barbeque, mustard (senape) e vari dressing (condimenti per insalata)
  • 6 tipi di dolci di cui 3 cheesecake (acquistati, non c'era tempo di farli!)

Cakes

Proprio un bel divertimento, pure ripagante visto che i ragazzi dell'ostello hanno apprezzato parecchio e ci hanno fatto i complimenti! ;-)

Ah, la mattina dopo colazione a base di uova, pancetta, pane, salse e champagne. Io non ho ingerito cibo fino a sera, visto che avevo come sempre esagerato con la cena. :D

Mi sono trattenuto pure al barbeque in spiaggia:

Rottnest Island, 40 gradi sotto il sole australiano il 25 dicembre. Alternativo direi!

Ho dedotto che gli anglosassoni focalizzano il convivio sul bere. Il cibo ha solo la funzione di "asciugare" e provocare lo stimolo e il desiderio di bere il prossimo sorso. :D:D:D
Purtoppo spesso un bere quantitativo e non qualitativo (di buoni vini ce ne sono eccome, ma manco una birra rossa doppio malto...). Sto parlando di backpacker, ma tale caratteristica si può mediamente estendere anche agli la popolazione australiana, inglese e irlandese... ma perchè non beviamo il sidro in Italia che è così buono? :D

Bottles

L'angolo della cultura

Fine anno, qualche riflessione e bilancio relativo alla cultura gastronomica degli italiani al di fuori dei confini del bel paese. Premetto che sono personalissime opinioni, benvengano le critiche.
Avendo vissuto quasi un anno fuori all'estero, mi sono fatto un po' di idee analizzando i comportamenti dei "compatrioti". Etichetto come "ignorante integralista" l'italiano che afferma: "la cucina italiana è la migliore del mondo". Mi pare un atteggiamento che rispecchia parecchia ignoranza e chiusura mentale. In Italia si mangia bene, ma ho dedotto che un buon piatto è dato dalla somma di due ingredienti:

  1. qualità dei prodotti e delle materie prime
  2. bravura del cuoco

In Italia siamo sicuramente avvantaggiati dal primo punto. Mozzarella di bufala, crudo di Parma, gorgonzola, il Parmigiano ecc. sono prodotti eccellenti che esprimono il meglio anche senza essere "toccati". Non serve essere un cuoco tri-stellato per affettare i prodotti sopracitati, servirli in un piatto e dire: "Si mangia bene in Italia, vero?".

Il secondo punto valorizza invece la capacità di scegliere il miglior tipo di cottura, tecnica e combinazioni di ingredienti e sapori per riuscire a creare un buon piatto a partire dalle materie prime e prodotti di partenza. E qui a mio parere molti cuochi, ma anche semplici appassionati di cucina, sono più bravi di molti italiani che si sentono autorizzati ad etichettarsi come "bravi" solo perchè provengono dal bel paese. Un mediocre italiano che usa materie prime eccellenti riesce sicuramente a preparare un piatto buono (forse, se non combina disastri... ;-)). Ma apprezzo di più un non italiano che riesce ad ottenere lo stesso risultato utilizzando materie prime diciamo "semplici" (uova, carote e patate del supermarket, tanto per capirsi).

Del resto mi esce dalle orecchie il motto degli "bisogna valorizzare i prodotti del territorio"... non a caso i primi ristoranti al mondo è un vero e proprio slogan.

Tutto questo per dire che non mi pare il caso di tirarsela e fare la faccia schifata quando si vedono persone che mangiano uova, pancetta e mostarda a colazione... Di sicuro avremmo una maggiore cultura gastronomica (ma non scientifico-dietetico-alimentare :() che ci avvantaggia, ma il diritto di considerarsi a priori "migliori" non mi pare corretto.

Un altro discorso è relativo al modo con cui l'italianità viene sfruttata all'estero a scopo di lucro. Ecco qui sono d'accordo, ai fini di incrementare le entrate nelle casse dei disastrati produttori italiani, bisognerebbe distinguere il "vero italiano" dal farlocco. Qui in Australia ci sono una quantità di prodotti e ristoranti con nomi italiani, in quanto Italia è sinonimo di prodotti di qualità e "mangiare bene", ma di prodotti "made in Italy" ce ne sono pochi. Esistono, ma visto che sono importati costano molto. Spesso si trovano cibi con nome italiano, ma prodotti con materie prime del posto. Questo fatto viene indicato nell'etichetta, visto che c'è una buona trasparenza nei confronti del cliente e si cerca di valorizzare anche qui le materie prime del territorio. Ma spesso la gente non legge e crede di aver mangiato italiano quando effettivamente non l'hanno fatto... e quindi comprano l'imitazione del parmigiano e non comprano quello originale, a scapito dei produttori italiani.

Morale: gli italiani saranno anche eccellenti produttori, ma sono pessimi venditori. ;-)

Questi sono i ragionamenti che posso fare basandomi sull'esperienza vissuta e su quello che ho letto. Spero di non aver prodotto ulteriore informazione spazzatura. In tal caso i lettori sono obbligati ad intervenire e correggere! ;-)

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